
La Cina ha inflitto ai tibetani ''torture e tremendi patimenti'' fino a ''far loro letteralmente provare l'inferno in terra'', ma nonostante questo la via da perseguire e' quella del dialogo per ''raggiungere una significativa autonomia regionale per la nostra nazione''. Lo ha dichiarato oggi il Dalai Lama.
La risposta cinese non si e' fatta attendere ed un portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu, ha sostenuto che la ''cricca del Dalai Lama diffonde menzogne e confonde il bianco col nero'' (cavoli mi ricorda il modo di esprimersi di un altro governo che non voglio menzionare). Nello stesso tempo Pechino ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di non votare una risoluzione del deputato democratico Rush Holt che sollecita ''il riconoscimento della disperazione del popolo tibetano'' e invita ad ''uno sforzo multilaterale per trovare una soluzione duratura e pacifica alla questione del Tibet''. Tale risoluzione, ha assicurato Zhaoxu, ''va contro la storia e la realta' del Tibet''.